Aprirvi le porte di questo meraviglioso mondo del
"non solo, ma soprattutto dolce",
vuol dire,
per me che ne faccio entusiasticamente parte,
intraprendere un viaggio ahimè arduo
e nello stesso tempo affascinante
attraverso l’anima di colui che ne custodisce gelosamente la
"chiave magica",
ergo,
di colui che ha ideato e realizzato questo piccolo
"angolo di paradiso",
o, secondo il pulpito ,
questo "dantesco girone dei Golosi"...
A me dunque l’onore e l’ onere di
una tale avventura
che prevede che io mi soffermi
più che sull’inizio davvero complesso,
nel mondo attuale
di un "Grande Maestro",
Il tutto... signori e signore,
senza tralasciare di confidarvi qualche
" segreta ricetta" o "piccolo ingrediente"
infallibili anche nella vita
E chissà, cari amici,
che io attraverso la musica,
che mi fa sempre da sottofondo,
non abbia individuato la maniera più dolce
per aprire il suo cuore.
E’ infatti indiscutibile
che per ogni maestro degno di rispetto,
esista una fonte d’ispirazione,
in grado,
al momento opportuno,
di possederne lo spirito e guidarne
"l’estro e l’ingegno" verso incantevoli creazioni.
Alla luce di tale premessa,
affermerei che la musica, in quanto meritevole di evocare
sentimenti e sensazioni autentiche,
sia la "musa ispiratrice" del nostro
ineguagliabile e geniale "Maestro".
Un’ immancabile compagna, dunque, sia essa classica o moderna,
purchè suggerisca melodicamente
l’esaltazione di valori e ideali
quali l’amicizia, la determinazione, il coraggio
e, più che mai l’amore e il rispetto...
Siate benevoli nelle critiche, dunque,
se, entrando nel nostro "Atelier del dolce",
più che da un raffinato Mozart o
da un romantico Beethoven,
decisamente consoni alla raffinatezza dell’ambiente,
doveste essere accolti da un genere di musica,
sicuramente più semplice
ma non per questo meno coinvolgente:
dalle grandi interpretazioni di Mina e Celentano
al coinvolgente cantautore Massimo Ranieri,
piuttosto che dal geniale Gino Paoli.
Una musica schietta, comunque,
che faccia da sfondo all’attività di un uomo che,
fin da ragazzino, desideroso di apprendere,
ha perseguito questo lavoro anche contro il volere della famiglia.
Fu così che il Maestro si affiancò a grandi pasticceri
senza percepire alcun compenso
ma "rubando" loro i segreti del mestiere.
Un mestiere
che gli permettesse di realizzare
una sua particolare visione della vita,
Un "autodidatta" dunque, senso del sacrificio e del dovere,
tanta volontà e perspicacia,
ha mutato un sogno in realtà
un mestiere in "Arte"...
E’ veramente strabiliante la carica, l’energia, l’originalità
che tutt’ora mette a
disposizione di questa "Pasticceria":
ogni giorno un’idea nuova, accattivante,
ed insieme un’ insofferenza assoluta
verso tutto ciò che è spoglio e disadorno,
per la monotonia, l’inespressività e l’eventuale apatia
dei collaboratori...
Sempre in prima linea accanto a noi, per incoraggiarci
e fare meglio anche nella nostra vita privata...
Un lavoro costante, una devozione totale
per ciò che è ormai davvero il suo "Mondo",
un mondo a cui instancabilmente dedicarsi
per mantenerne viva l’anima,
affiancato ovviamente da coloro che,
citando sue testuali parole, definisce
"le mie braccia" ,
il destro chiaramente il direttore "Marco Serra" e
il sinistro tutto al femminile-, rappresentato
da "Deborah Gatti e Ester Bellomo",
rispettivamente responsabile
di pubbliche relazioni e servizi esterni l’una, del laboratorio l’altra ...
Talvolta mi diverto a prenderli in giro
chiamandoli
"I tre moschettieri del Re",
è ovvio che il mio vuole essere semplicemente un sincero complimento
alla loro unione e collaborazione,
che non nasconde ovviamente discordanze e baruffe!
purchè costruttive ...
Mi accingo a concludere, pertanto
come da premessa,
la prima tappa del mio viaggio con le
"Belle immagini"
di questo mondo che tutto sommato non è esente,
né da Scheletri, né da momenti bui,
ma rinviamo questi ad altri tempi e
ad altre pagine ancora bianche ...
Per dindirindina, quasi dimenticavo,
il primo imprescindibile Segreto
è l ‘Amore,
l’Amore in tutte le sue forme:
per il proprio lavoro, per la propria famiglia,
per la propria compagna o il proprio compagno,
per se stessi, insomma l’Amore per la Vita ....
Strettamente connesso al primo,
il secondo invece,
è il "dono innato"
di trasferire le proprie emozioni
in tutto ciò che è frutto delle nostre attitudini.
Un dono capace di conferire ad un semplice Pasticcino,
la nobile virtù di regalare sensazioni inenarrabili e sublimi !
Un concentrato di emozioni che si trasmette magicamente,
da colui che crea alla cosa creata,
da questa al destinatario che ha la fortuna
di goderne gli effetti,
dal destinatario nuovamente all’artefice,
secondo ciò che definirei
un " Benefico circolo vizioso".
18-05-2008
A presto Himma
21-05-2008
Certo "l’ a presto Himma" è sopraggiunto
prima del previsto,
La vostra Perpetua
non poteva esimersi dalla tentazione
di spifferarvi qualche chicca, intorno
ai famigerati "tre moschettieri",
di cui ho accennato nelle pagine precedenti ...
In primis, interroghiamo il mio spirito di osservazione
sull’enigmatico fascino della nostra
" Gatti Deborah", nonché,
mio primo punto di riferimento all’interno della pasticceria ...
Immaginatemi, cari amici, subordinata
all’indole camaleontica ed imprevedibile di una tale
"Signora Gatti",
che ha l’ardire di nascere sotto il segno dei
"Pesci"!
Una temeraria in fasce, Signori ,
un manuale per chi vuole sfidare la sorte!
Poveri pesci e povera me,
quale sventura!
Su... stavo solo scherzando!
Infatti al di là di questa parentesi ironica,
il mio fortunato approccio a questo mondo è,
in una certa misura,
giusto merito della sua innata e preziosa
facoltà di costituire un buon esempio,
di trasmettere altruisticamente e quasi inconsapevolmente
le proprie competenze,
senza alcuna forzatura o presunzione.
Incerta e insicura,
ma assolutamente incline al perfezionismo e all’ autocritica,
la sua natura rappresenta
una combinazione di difetti e pregi che fanno di lei,
una donna costantemente proiettata verso
una concreta crescita professionale,
il suo iter lavorativo del resto è la
dimostrazione compiuta di quanto, sinora, io abbia raccontato ...
Sin dal primo impiego, ossia
un timido ma gradevole "servizio ai tavoli",
il suo senso di responsabilità,
l’attenzione verso i propri incarichi ,
la spiccata ricettività mentale e il suo intuito
hanno catturato
l’interesse del suo "pigmalione",
alias "Grande Maestro"che già dovreste conoscere.
Di tanto in tanto in tanto il nostro
"scopritore di talenti"
si diverte a ricordarne l’iniziale colloquio e gli esordi ...
Come guardare il "provino di un vip"!
Noi a ridere e lei a nascondersi,
col volto che definirlo vermiglio è un eufemismo,
Ma fidatevi,
nulla a quanto pare rispetto al rosso acceso
dei suoi capelli al debutto in sala ...
Dovessi dipingerne un quadro!...
Più giusto propinarvi ed apprezzarne,
con orgoglio femminile,
la raffinatezza, l’eleganza, l’abilità
e la disinvoltura che si è conquistate nel tempo e
che oggi la contraddistinguono,
rispettando nondimeno ciò che rappresenta
il passato un po’ inesperto e ingenuo
di una delle tante donne in carriera,
riuscita a realizzare
la quotidiana e prometeica impresa
di conciliare due ruoli tanto autorevoli quanto onerosi:
quello di mamma attenta e presente,
con quello di lavoratrice affidabile e coerente.
E, proprio ai suoi due giovanotti,
Giulia ed Emanuele, dedicherei
questo "Elogio della Gatta", appena stilato,
prima di cedere il passo all’altra donna del sodalizio:
la neoeletta "Ester Bellomo",
la cui bellezza e forza interiore ,
datemi retta, sono "l’invidia e la bandiera"
di ogni donna in carriera!
Ammetto di nutrire nei suoi confronti,
una simpatia a priori,
come si suol dire "a pelle"...
Forse questo è dovuto alla
comune e indefinibile esperienza
di appartenere ad una numerosa famiglia ed alla sensazione
di avere un motivo in più per sentirsi unici;
un po’ come nascere sotto un altro cielo
ed avere una prospettiva diversa
rispetto alla nostra generazione...
Grandi desideri e sogni,
combinati ad un’ arma ineccepibile,
infallibile ,
un’autentica ed emblematica virtù:
"la Pazienza".
La sua storia all’interno della pasticceria?
Una sorta di favola, che le è costato l’epiteto
di "Cenerentola 80" di Bastianello...
Ed io vi racconterò di lei,
giusto a "mo" di favola:
"in un grandioso e fortunato giorno",
quando era tutta in faccende affaccendata,
immersa nel suo quotidiano impegno
di riordinare il laboratorio,
arriva inaspettato,
l’invito del nostro caro Maestro
a "deporre" i vecchi strumenti del mestiere,
per seguirlo verso l’esplorazione del
creativo mondo del "Pasticcere".
Ed eccola incredula, ma priva di alcuna esitazione,
disfarsi di "scopa e paletta"
per catapultarsi piena di entusiasmo e dedizione
in quella nuova imperdibile avventura,
seguendo, con assoluta diligenza e interesse,
procedimenti e suggerimenti.
In breve tempo arrivò a "plasmare" il gelato,
(non sto enfatizzando) migliore di tutta Milano...:
una poesia!
Il suo incedere con movimenti apparentemente lenti,
surclassa quello dei propri colleghi
e, ben presto,
la sua contrarietà verso il lavoro svolto negligentemente,
diventa, però,
motivo di disarmonia col gruppo.
E così quei battibecchi continui e i brontolii degli altri
finiscono col recarle "insopportabili seccature".
Infatti
comincia una vera e propria guerra con il responsabile di allora,
che delude
le sue buone intenzioni e la sua buona fede,
oscurandone il buon operato.
Ciò, però, non le impedisce di perseverare
nella giusta direzione della correttezza e dell’onestà.
La risposta positiva e fortunata a
tanta tenacia e linearità arriva quanto prima
con la forza di un "Toro"
ed ha un nome:
Serra Marco,
che in Ester riconosce i propri principi
e la stessa forza di volontà facendoli emergere.
Da quel momento piccoli passi e massimo impegno,
conducono la nostra "Ester" verso una conoscenza completa,
una professionalità e competenza idonee al suo ruolo,
ma soprattutto propedeutiche a quello di
"responsabile del laboratorio".
A lei dunque il meticoloso compito di supervisionare
ogni prodotto,
di monitorare ogni movimento
per cogliere anche la più impercettibile
possibilità di variazione delle ricette originali,
senza tralasciare di accogliere
e ponderare le proposte di ogni collaboratore,
per non svigorirne la fantasia e la voglia di ciascuno di dare
una leggera impronta di sè ...
Ma dalla favola di Ester, con tanto di
maghi, mostri e streghette
scivoliamo nel mondo della realtà,
per redigere il profilo del già summenzionato
signor "Serra",
o, come ama "autodefinirsi",
per ragioni astrologiche e per un encomio alla "Forza",
del "Toro" di quest’ atelier del dolce.
Ebbene signori e signore,
ecco a voi, la personificazione dell’autostima,
la materializzazione dell’egocentrismo,
e dulcis in fundu la quintessenza della vanità.
"Su direttore un po’ di autoironia"!
A volte prendersi meno sul serio
può essere cosa molto saggia.
In fondo tali dicerie sono solo frutto
del "qui pro quo"
di chi, più scettico e timoroso nell’approccio alla vita ,
rimane attonito e disorientato
di fronte al fascino del
suo atteggiamento pieno di entusiasmo ed ottimismo,
e del suo intaccabile equilibrio anche nelle circostanze più delicate.
Un antagonista scomodo per alcuni dunque,
ma per molti una gratuita fonte di suggerimenti e saggezza.
Ad ogni modo, badate bene a non schierarvi
contro chi si fa pioniere di aforismi
quali, tanto per citarne uno,
" l’importante in una battaglia, una guerra
un gioco che sia, non è partecipare, è vincere"
Inzuppato di diffidenza
alla stregua,permettemi l’accostamento,
di un babà o uno zuccotto di rum,
è l’unico tra i tre a non aver suscitato
la simpatia immediata e senza interposizioni del Maestro,
per il quale rappresentava una sorta di Bastiancontrario,
il "Sindacalista" per eccellenza,
per non dire,
il "calcolatore svizzero" ,
fanatico della precisione e,
ahinoi,
dotato di una "certa suscettibile permalosità".
Una partenza avversa e tanto "olio di gomito",
per dimostrare il proprio valore e dar
forza alle proprie ragioni, che, in un primo momento,
si scontravano con regole e metodi di lavoro "obsoleti"
rispetto alle "idee innovative e fresche"
di un trentenne ambizioso e determinato.
Al passo coi tempi e più che mai con la tecnologia,
che poco ha a che vedere con la fantasia e la
creatività di un Grande pasticcere,
il nostro "Serra" si rivela infallibili per
organizzazione del lavoro e gestione del personale,
"trenta teste matte" ,
nonché dei relativi problemi di convivenza o privati,
che, il più delle volte riesce difficile nascondere e
lasciare tra le mura di casa.
In tali casi egli ritiene sia necessario
"persuadersi" che al mondo, ancor prima dei problemi
esistano le soluzioni:
"inseguitele, bramatele".
Che dire, Signori e Signore, Beato lui!
Certamente, con questo atteggiamento propositivo,
questo spirito da "gladiatore" e
l’innegabile dedizione al lavoro, è riuscito
alla fine a conquistare simpatie e
appoggio senza riserve del "Maestro".
Una conquista ottimizzatasi, ora,
in un formidabile asse,
fondato sul rispetto reciproco e lealtà,
sia per ciò che riguarda la sfera professionale,
grazie anche a una distinzione ben definita dei ruoli ,
sia per ciò che concerne la sfera privata.
Il segreto di una conquista solida è duratura, infatti,
sta proprio nella difficoltà del conseguimento di essa,
così come la stabilità e la riuscita di un azienda
stanno nell’armonia delle parti proprio come in un corpo,
dove testa, braccia e piedi
per funzionare debbono essere giustapposti,
ben collegati e coordinati...
Il "maestro e il direttore" sono insieme
queste parti del corpo e funzionano
perfettamente grazie ad un’ "invidiabile intesa" ...
E’ evidente però che
quest’asse mancherebbe della propria ragion d’essere
e della propria forza motrice,
senza il cuore della pasticceria
ovvero tutto il laboratorio rappresentato
dalla nostra "Ester Bellomo"
e l’immagine, tutto il personale addetto alla vendita
rappresentato dalla nostra "Deborah Gatti".
Grazie infinite
a tutti ,
a chi ha avuto la pazienza di leggere
fino in fondo queste pagine
e a chi invece non ha retto alla prima riga...
Himma