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Pasticceria in centro a Milano.
Nel cuore di Milano Bastianello accoglie i Clienti in una location elegante e sofisticata, dagli arredi raffinati e confortevoli.
I prodotti sono esposti come gioielli, in maniera curata e con gusto artistico.


Bastianello presso clinica Columbus Milano


Bastianello è presente anche in via Buonarroti a Milano all'interno della prestigiosa Clinica Privata Columbus, un'eccellenza dell'assistenza medica che incontra i sapori e l'arte delle creazioni della pasticceria, offrendo ai pazienti un servizio di alta qualità, tra gusto e benessere.


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Bastianello
Via Borgogna, 5 20122 Milano (MI)

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To Visit


Il Duomo di Milano

I lavori di costruzione del Duomo di Milano sono iniziati nel 1386 e sono andati avanti per 500 anni, dato che la facciata è stata ultimata alla fine del 1800. A volere il Duomo è stato Gian Galeazzo Visconti, che era il Signore di Milano e già nel progetto originale era deciso che il Duomo sarebbe stato coperto di marmo bianco, infatti le cave di Condoglia appartenevano alla famiglia Visconti che le donò alla Fabbrica del Duomo, l’organizzazione che si occupò della costruzione e che anche oggi segue ogni tipo di manutenzione di cui necessita la chiesa.
La struttura sorge su un territorio sacro, che inizialmente ospitava il tempio di Minerva, e fu Sant’Ambrogio a volere la chiesa intitolata a SS. Tecla e Pelagia. Mentre la costruzione di una chiesa intitolata a Maria, Santa Maria Maggiore, risale al 836 una chiesa poi definita l’invernale, visto che le funzioni si svolgevano solo dall’autunno alla primavera. All’interno è possibile ammirare i portali in bronzo, istoriati in altorilievo, dove si può leggere la vita della Vergine Maria, l’Editto di Costantino, la vita di Sant’Ambrogio e la Storia di Milano. Ad oggi il Duomo è considerato la terza chiesa cattolica nel mondo dopo San Pietro in Vaticano e la cattedrale di Siviglia. La celebre statua della Madonnina inoltre è tuttora, insieme alla chiesa che la ospita, simbolo della città e protettrice dei milanesi e fu innalzata sulla guglia maggiore del Duomo negli ultimi giorni di dicembre del 1774, la grande statua è composta da lastre di rame dorate, sorrette da uno scheletro oggi in acciaio inossidabile.

Il Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala, o semplicemente La Scala, è considerato come uno dei più prestigiosi teatri al mondo, ospita da 240 anni i principali artisti nel campo internazionale dell'opera e della musica classica. Venne costruito in 2 anni e l'inaugurazione fu il 3 agosto 1778.
Quando iniziò la costruzione, dalle fondamenta emerse l’immagine di un mimo dell’antica Roma, Pilade, evento considerato di buon auspicio. Il teatro è nato infatti in seguito ad un incendio, avvenuto il 26 febbraio del 1776, prima di allora il teatro dei milanesi era il Regio Ducale, che si trovava più o meno dove oggi è il Palazzo Reale. Quando fu distrutto, l’imperatrice Maria Teresa d’Austria decise di farne costruire uno nuovo sull’area della chiesa trecentesca di Santa Maria della Scala, chiamata così proprio in onore di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti. Nel 1778 l’architetto Giuseppe Piermarini portò a termine i lavori del teatro, che fu inaugurato il 3 agosto con un’opera di Antonio Salieri, L’Europa riconosciuta.
Il teatro di Milano ha cambiato varie volte pelle, fra il 1778 e il 1786 è diventato addirittura sede cittadino del gioco d’azzardo, fin dal 1788 era infatti severamente proibito giocare in città, con l'unica eccezione dei teatri in tempo di spettacolo.
I palchi avevano proprietari e affittuari che potevano scegliere anche arredi e ornamenti, e provvedere in proprio al riscaldamento e all’illuminazione a olio. C’erano anche botteghe e un ristorante. Sul palco e in platea si svolgevano riunioni mondane, danze e spettacoli leggeri. Si tenevano spesso anche chiassose feste. Era, quindi, un centro cittadino aperto, anche se quasi esclusivamente destinato all’aristocrazia e alla borghesia.

Galleria Vittorio Emanuele II

Uno dei simboli di Milano è senza dubbio la Galleria Vittorio Emanuele II, considerata il salotto della città, un elegante punto d’incontro a due passi dal Duomo. La storia di questo luogo comincia nel 1859, nel momento in cui le truppe franco-piemontesi la liberarono dal controllo austriaco. Alla vigilia dell’Unità d’Italia Milano stava risorgendo sia dal punto di vista economico che culturale.
Eppure, Piazza Duomo, non sembrava pronta a questa rinascita, con il suo impianto irregolare e lo spazio davanti alla cattedrale occupato da costruzioni medievali. Così Il 5 dicembre 1859, il re, Vittorio Emanuele II, diede il via a una lotteria i cui ricavi avrebbero dovuto finanziare la modernizzazione della Piazza. I soldi raccolti non furono abbastanza, ma la lotteria attirò l’attenzione di stampa e cittadini. Fallito il tentativo della lotteria, il municipio di Milano organizzò tre concorsi per raccogliere le idee e premiare la migliore; fu il progetto di Giuseppe Mengoni a distinguersi per concretezza ed eleganza, e a vincere il terzo concorso nel 1863. Due anni dopo, il re posò la prima pietra al centro di quello che sarebbe diventato l’ottagono della Galleria: un masso di granito, chiuso da una lastra di marmo di Carrara, con al suo interno dei disegni della Galleria, l’atto della cerimonia e alcune monete d’oro. Il progetto coinvolse circa 1000 persone, fra muratori, fabbri e vetrai. I lavori durarono relativamente poco e, nel giro di due anni, la Galleria fu completata.
Solo l’arco d’ingresso fu finito più avanti, nel dicembre del 1867. Quel giorno, sulle impalcature, c’era ancora Mengoni, intento a finire gli ultimi ritocchi. Il suo corpo fu trovato ai piedi delle impalcature: si pensava a causa di un malore ma c’era anche chi, sosteneva che non avesse retto le critiche sul suo lavoro. La Galleria, in breve tempo, diventò un punto nevralgico dell’alta borghesia milanese, costruendo le basi per quella che sarebbe poi diventata la capitale nazionale della Moda. In Galleria si esibivano abiti alla moda e pellicce, sino ai tempi della Milano da bere degli anni ’80, arrivando al nuovo millennio, e già si girava, anche a rischio di cadere, tre volte sui testicoli del toro raffigurato sul pavimento a mosaico, gesto che, tuttora, secondo una superstizione porta fortuna.

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